International Coffee Forum 2026 Napoli: oltre 3.000 presenze

International Coffee Forum 2026 Napoli: oltre 3.000 presenze

International Coffee Forum 2026, Napoli capitale del caffè: oltre 3.000 presenze e un successo internazionale

Grande partecipazione alla seconda edizione dell’International Coffee Forum, ospitata al Palazzo dell’Immacolatella Vecchia. Due giornate dedicate alla cultura dell’espresso, all’innovazione, alla sostenibilità e alle prospettive dell’industria italiana del caffè.

NAPOLI – Napoli conferma il suo legame storico con il mondo del caffè e rafforza il proprio ruolo di punto d’incontro per imprese, professionisti e operatori internazionali del settore. La seconda edizione dell’International Coffee Forum 2026, svoltasi l’1 e il 2 ottobre al Palazzo dell’Immacolatella Vecchia, nel porto partenopeo, si è conclusa con oltre 3.000 presenze, il doppio rispetto alle 1.500 registrate nella precedente edizione.

Un risultato significativo per una manifestazione che punta a superare la dimensione celebrativa della tradizione napoletana, promuovendo un confronto concreto sul futuro del mercato del caffè, sull’evoluzione dei consumi e sulle nuove sfide della filiera produttiva.

Napoli al centro del confronto sulla filiera internazionale del caffè

Oltre venti appuntamenti hanno animato le due giornate del Forum, tra convegni, incontri professionali, masterclass, presentazioni editoriali e spettacoli.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Napoli e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha beneficiato dell’ospitalità dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

Particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive dell’export, alla qualità del prodotto, alla sostenibilità ambientale e al ruolo del bar nella società contemporanea.

Nei sei panel congressuali, moderati dal direttore di Horeca News Fabio Russo, sono intervenuti oltre ventiquattro relatori, tra rappresentanti di importanti aziende italiane e professionisti del settore.

Tra i protagonisti Enrico Vergnano, Mario Rubino di Kimbo, Andrea Zocchi di Caffitaly, Nicola Mastromartino di Caffè Motta e Ciro Lollo di Lollo Caffè.

Il confronto ha evidenziato quanto il futuro del comparto dipenda dalla capacità di coniugare tradizione, innovazione tecnologica, formazione professionale e competitività sui mercati internazionali.

Dalla tradizione dell’espresso alle nuove esperienze di consumo

Uno degli aspetti più interessanti dell’International Coffee Forum è stato il dialogo tra la cultura storica del caffè italiano e le nuove abitudini dei consumatori.

Alessandro Borea, presidente dell’Istituto Espresso Italiano, ha presentato il report Il Bar Ideale, dal quale emerge che oltre la metà degli italiani consuma caffè al bar due o tre volte alla settimana e che il 58% predilige il consumo al banco.

Spazio anche alla formazione e alla creatività, con gli appuntamenti dello storico del caffè Guglielmo Campajola e del performer Gianni Cocco, protagonisti del percorso L’Italia in un caffè, e con le masterclass della campionessa mondiale di Latte Art Carmen Clemente.

Non sono mancati gli eventi culturali e musicali, tra cui l’omaggio a Pino Daniele nel cinquantesimo anniversario di ‘Na tazzulella ‘e cafè, con Stani Roggiero e i Bottari della Cantica Popolare.

Sostenibilità e inclusione: la testimonianza di María Ysabel Balbuena

Tra i momenti più significativi della manifestazione, la partecipazione di María Ysabel Balbuena, fondatrice e presidente di ADOMUCA, associazione impegnata nella valorizzazione delle coltivatrici di caffè nella Repubblica Dominicana.

La sua esperienza ha portato all’attenzione del pubblico il tema dell’emancipazione economica femminile, del diritto alla proprietà della terra e della partecipazione delle donne alle decisioni lungo la filiera produttiva.

Particolarmente emozionante l’incontro con gli studenti delle scuole napoletane, durante il quale Balbuena ha raccontato il percorso delle coltivatrici dominicane e il valore sociale delle cooperative agricole.

La manifestazione le ha conferito un riconoscimento speciale per il suo impegno a favore delle donne nel settore del caffè.

ICF Award 2026: riconoscimenti alle eccellenze del settore

Nel corso dell’International Coffee Forum sono stati assegnati quattordici ICF Award 2026, destinati a imprese, professionisti e personalità che hanno contribuito alla crescita e alla valorizzazione del comparto.

Tra i premiati figurano il Gran Caffè Gambrinus, Caffè Moreno alla memoria del fondatore Ferdinando Percuoco, Lollo Caffè, Caffè Motta, Caffitaly, Mario Rubino per Kimbo e Marco Simonetti, amministratore delegato di Caffè Toraldo.

Riconoscimenti anche a Brita, Michele Pepe di Cilentum Dessert, Eliseo Cuccaro, Stani Roggiero e i Bottari della Cantica Popolare, Francesco Somma e alle testate Cronache di Napoli e Cronache di Caserta.

Premi che testimoniano la varietà delle competenze coinvolte in un settore che rappresenta un elemento importante del patrimonio imprenditoriale, commerciale e culturale italiano.

Innovazione e imprese: il futuro del caffè parte anche dalla Campania

L’edizione 2026 ha riservato ampio spazio all’innovazione e all’evoluzione delle tecnologie legate alla preparazione del caffè.

La San Marco, Caffè Toraldo e Didiesse hanno contribuito alla manifestazione portando l’esperienza di realtà impegnate, con ruoli differenti, nello sviluppo della filiera.

Tra gli argomenti emersi, la tracciabilità delle materie prime, la sostenibilità delle macchine da caffè, la crescente attenzione verso il consumo domestico e l’importanza della formazione degli operatori.

Questioni strategiche soprattutto per le imprese campane, chiamate a valorizzare un’identità produttiva profondamente legata al territorio, ma capace di confrontarsi con un mercato sempre più internazionale.

Il caffè come identità, economia e opportunità per Napoli

Il successo dell’International Coffee Forum dimostra come il caffè possa rappresentare molto più di una consuetudine quotidiana.

Per Napoli è un simbolo di accoglienza, socialità e tradizione, ma anche una risorsa economica capace di generare occasioni di confronto, nuove collaborazioni e visibilità internazionale.

La manifestazione ideata da Casimiro Lieto ha contribuito a riunire nello stesso luogo torrefattori, produttori, costruttori di macchine, professionisti della formazione e rappresentanti delle realtà agricole internazionali.

Un dialogo che parte dalla tazzina, ma coinvolge innovazione, lavoro, impresa, sostenibilità e sviluppo.

Con il raddoppio delle presenze rispetto alla prima edizione, l’International Coffee Forum consolida le proprie ambizioni e ribadisce una prospettiva importante: Napoli non è soltanto una delle capitali culturali dell’espresso, ma può diventare un punto di riferimento per il confronto internazionale sul futuro del caffè.

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